A giugno 2026, a Villadosia (VA), si è concluso il primo corso FISC per formare operatori specializzati nelle attività olfattive applicate all’educazione cinofila. Quattro mesi di lavoro, un esame finale e un gruppo di nuovi professionisti pronti a portare il naso del cane al centro dei loro percorsi educativi.
In una calda domenica di giugno si è conclusa la prima edizione del corso per Operatore Nose Adventures. Sotto il sole, su quei terreni diversificati — bosco, prato, superfici che cambiano da un metro all’altro — che per quattro mesi sono stati l’aula vera di questo percorso, un gruppo di corsisti ha affrontato l’ultima prova. E ne è uscito qualcosa di concreto: nuovi colleghi preparati per integrare le attività olfattive nei loro percorsi educativi.
Non era scontato. Quando il corso è partito, a marzo, l’obiettivo dichiarato era ambizioso: non insegnare “a far cercare qualcosa al cane”, ma formare figure professionali capaci di usare l’olfatto come strumento educativo a tutto tondo. Oggi, a percorso concluso, quell’obiettivo ha un volto: quello dei corsisti che hanno superato l’esame.
Dal primo modulo online all’ultimo giorno in campo
Il viaggio era cominciato lontano dal campo. Le prime otto ore, nei giovedì di marzo, si erano svolte online e avevano posato le fondamenta teoriche: come funziona l’apparato olfattivo del cane, cosa accade nella sua mente quando cerca, quale ruolo giocano emozioni, motivazioni e arousal, la differenza tra strategie esplorative e perlustrative, il meccanismo attraverso cui un’attività olfattiva ben costruita può trasformare i comportamenti centrifughi — quelli che allontanano il cane dal conduttore — in comportamenti centripeti, che lo riportano verso la relazione.
Poi si è entrati in campo. Tre moduli pratici da sedici ore ciascuno, tutti in presenza presso la sede Searching Dog, hanno trasformato la teoria in pratica osservabile. Il primo blocco sul lavoro fondante: ricerca oggetti, ricerca in settore, Lost & Retrieve. Il secondo sulla pista — la distinzione tra traccia e pista, la costruzione del percorso, la ricerca di oggetti lungo la traccia, i cenni sulla traccia di sangue. L’ultimo modulo sul lavoro più cognitivo: discriminazione olfattiva, problem solving e — soprattutto — il nodo centrale di tutto il metodo: come usare questi strumenti come leva di relazione ed educazione, e come indirizzare ogni binomio verso l’attività olfattiva più adatta.
È un’architettura precisa, e ripercorrerla a posteriori chiarisce una cosa: il fiuto, in questo corso, non è mai stato il fine. È sempre stato il mezzo. La domanda guida non era “quale esercizio insegno?” ma “quale competenza voglio sviluppare in questo binomio?”. I corsisti che hanno chiuso il percorso questa domanda ora se la portano a casa.
L’esame: scritto e simulazione in campo
L’ultima tappa, il 28 giugno, è stata l’esame finale. Due prove, due competenze diverse messe alla prova. Una parte scritta, con domande a risposta multipla e aperte, da superare almeno all’80%: serviva a verificare che le nozioni sull’olfatto, sulla mente del cane e sulla progettazione degli esercizi fossero davvero solide. E una prova pratica: la simulazione di una lezione in campo, dove ciò che conta non è solo sapere, ma saper osservare, leggere il cane, costruire un problema su misura, sapersi fermare al momento giusto.
Perché è proprio questa la competenza più difficile da trasmettere e la più preziosa da acquisire: la capacità di osservare il processo invece del solo risultato. Non “ha trovato o non ha trovato”, ma come ha cercato, quando ha agganciato l’informazione, come ha gestito la perdita dell’odore, in che modo è arrivato alla soluzione. Un buon operatore non costruisce piste difficili: costruisce piste utili. Vedere questa consapevolezza emergere nelle simulazioni d’esame è stata, per chi ha guidato il corso, la conferma che il percorso aveva funzionato.
Chi ha guidato il percorso
A condurre questa prima edizione sono state Cristina Polidori e Francesca Angelinelli, entrambe con esperienza consolidata nelle attività olfattive e nell’educazione cinofila FISC. La scelta della sede non è stata casuale: lavorare a Villadosia, in provincia di Varese, ha permesso di muoversi in ambienti naturali e variabili, condizione essenziale per un’attività in cui l’odore non si comporta mai due volte allo stesso modo. La stessa pista, costruita identica, può risultare semplice un giorno e impegnativa quello successivo: imparare a leggere l’ambiente — vento, umidità, temperatura, tipo di terreno — significa imparare a leggere il cane. È una lezione che si può spiegare a parole, ma che si capisce davvero solo sul campo.
Cosa si portano a casa i nuovi operatori
Al termine del percorso, superato l’esame, i corsisti hanno ottenuto l’attestato di partecipazione. Chi lo desidera può richiedere alla FISC il brevetto di qualifica Operatore Nose Adventures.
Ma il documento è la parte più piccola di ciò che resta. Ciò che questi nuovi colleghi portano nella loro cassetta degli attrezzi è uno strumento educativo strutturato, applicabile a una varietà enorme di situazioni: il cucciolo che impara a gestire le prime piccole frustrazioni, l’adolescente la cui energia trova finalmente una direzione, il cane impulsivo che impara a rallentare il proprio processo decisionale, il soggetto insicuro che — risolvendo un problema dopo l’altro — scopre di esserne capace, il cane da caccia in famiglia che trova uno spazio appropriato in cui esprimere motivazioni profondamente naturali.
In un panorama in cui le attività olfattive vengono ancora spesso proposte in modo frammentario o ricreativo — qualcosa da tirare fuori “quando il cane è agitato” — una manciata di professionisti in più, formati a usarle dentro un percorso educativo coerente, non è un dettaglio. È un piccolo spostamento culturale.
La seconda edizione è già in calendario
La prima edizione si è chiusa, ma il progetto continua — e prende anche una nuova casa. La seconda edizione del corso Operatore Nose Adventures si terrà infatti presso il Centro Cinofilo Feral Dogs, in Viale Pio X a Borgomanero (NO), con la conferma alla docenza di Cristina Polidori e Francesca Angelinelli.
L’impianto resta quello che ha funzionato: si parte dalla teoria online, nei mercoledì del 2 e 9 dicembre 2026, per poi entrare in campo nei tre weekend pratici del 15–16, 22–23 e 29–30 maggio 2027. Per informazioni e prenotazioni il riferimento è Emanuela (329 8425960) oppure l’indirizzo info@sportcinofili.it.
Il naso del cane è il suo superpotere. Questi quattro mesi sono serviti a una cosa sola: insegnare a un gruppo di educatori a lavorarci dentro, con metodo. E i nuovi Operatori Nose Adventures sono la prova che si può fare.
Francesca Angelinelli
Educatore cinofilo FISC | Tecnico ENCI Sez. 3 | Searching Dog Educazione Cinofila